Questa piccola rubrica non vuole essere la solita solfa sugli strascichi d’estate, ma un vero e proprio memorandum sulle bellezze che abbiamo vicino e che spesso sottovalutiamo o non teniamo nemmeno in considerazione. Ecco perchè abbiamo deciso di consigliarvi (e spronarvi) a gironzolare più spesso attorno al nostro orticello, perchè spesso si rimarrà stupiti.

Qui le nostre prime proposte di idee per week-end fuori porta di fine estate.

San Casciano dei Bagni - tra i sapori dell'Umbria e i paesaggi della Toscana

Ad un paio d’ore da Roma, tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia si trova il luogo ideale per il fine settimana ideale per staccare la spina. Paesaggi da cartolina (non sappiamo a voi, ma a noi il paesaggio delle colline senesi fa impazzire), buon cibo, prodotti d’eccellenza, storia e relax.

San Casciano dei Bagni è la meta ideale per trovare tutto questo. Al confine tra l’Umbria e la Toscana – e a due passi dallo stabilimento termale di Fonteverde – prende il meglio dell’una e dell’altra regione.

 

DOVE DORMIRE:

Per immergervi completamente nella storia del borgo, vi suggeriamo di soggiornare in una “casa museo” da qualche anno ristrutturata e riqualificata e adibita a Bed&breakfast, Pizzinelli Living. Chiamato “la Casona” per i suoi ampi spazi, offre diverse tipologie di suite che hanno mantenuto gli arredi storici di quella che nell’800 era la locanda della trisavola Margherita. Ora dovete solo scegliere: il fascino della suite Margherita o il confort di suite Carolina.

 

DOVE MANGIARE:

Per una cena tipica e informale, vi suggeriamo il ristorante Da Gianfranco a Trevinano dove mangerete dei pici al cinghiale che vi faranno commuovere. Se invece volete coccolarvi con una cena gourmet potete scegliere tra il suggestivo Castello di Fighinine – dove in cucina c’è lo zampino di Beck – o tra l’eleganza e la vista sulle colline de La Parolina, dove verrete conquistati dalle splendide materie prime del territorio che si miscelano con la tecnica semplice, ma raffinatissima della chef Iside de Cesare.

 

COSA FARE:

Oltre a degustazioni in giro per le cantine che sorgono come funghi sul territorio -in alcune delle quali potete organizzare anche la caccia al tartufo – vi consigliamo una visita a tutta la Val d’Orcia: Pienza, San Quirico, Bagno Vignoni, l’abbazia di Sant’Antimo. Mete raggiungibili con meno di un’ora di macchina da San Casciano. Non avete che da scegliere.

Se, invece, vi sentite più pigri e l’unica cosa che desiderate è stare a macerare le ore in una vasca calda, basta prenotare il vostro ingresso a Fonteverde, splendido palazzo del Rinascimento che ospita un centro termale d’eccellenza, con le sue spettacolari piscine panoramiche.

 

Pizzinelli Living

Via della Pace 7, 53040 – San Casciano dei Bagni

366 722 8201

Fonteverde

Località Terme, 1, 53040 San Casciano dei bagni SI

Telefono: 0578 57241

- Toscana: Maremma Grossetana

Un giro nella Maremma Grossetana tra tarocchi e vizi termali.

Nell’affascinante promontorio che costeggia il Mar Tirreno c’è Capalbio, una meravigliosa cittadina medievale dal nome buffo (caput album cioè testa calva) ma ricca di storia.
E’ infatti, tra i baluardi della tradizione maremmana, una località pittoresca nella quale si può respirare l’atmosfera toscana tra i campi coltivati, il bosco di Farnetto e le colline calcaree.
Nella cittadina, tra le vie si scoprono tanti piccoli tesori come la chiesetta di San Nicola del XII-XIII secolo e la Rocca Aldobrandesca, appartenuta all’omonima famiglia nobile. Ma ancora, Palazzo Collacchioni, luogo incantevole al cui interno è conservato il pianoforte di Puccini che amava soggiornare qui.
Consigliatissima nel periodo che va da maggio a ottobre, dove Capalbio e zone limitrofe si animano di sagre e feste. Per gli amanti della natura tappa necessaria al vicinissimo Lago di Burano, oasi WWF e visita alla Torre Buranaccio, accessibile solo dall’acqua

COSA FARE

Nella vicina località di Gravicchio spunta il Giardino dei Tarocchi. Realizzato da Niki de Saint Phalle che si ispirò ad Antoni Gaudì, in particolare al Park Guell di Barcellona. All’interno di questo posto unico l’influenza di Gaudì è percepibile fin dall’inizio del percorso. Sono sculture ciclopiche alte fino a 15 metri e rappresentano i 22 arcani maggiori delle carte dei tarocchi. Tra giochi di specchi e richiami mistici due sono gli arcani veramente indimenticabili.
La carta n. VIII – la Giustizia – indica la conoscenza di sé e l’importanza di saper giudicare se stessi. La scultura non è bendata perché la vera giustizia non è cieca ma è visione universale.
E chiaramente, la carta n. I -la Maga-, questa rappresenta il creatore dell’universo, del paradosso e dell’intelligenza, con la bocca spalancata è emanazione di pura energia.

Per gli amanti delle coccole a Saturnia c’è un’oasi di vero relax. Le Cascate del Mulino, sono terme naturali libere, generate dal torrente termale del Gorello. Grazie all’acqua sulfurea che sgorga dal sottosuolo con una temperatura costante di 37,5 gradi, vi assicuriamo un percorso di rigenerazione completa con benefici di salute per tutto l’organismo, ma perché no, anche un trattamento di bellezza con il Plancton termale super benefico per la pelle.

DOVE MANGIARE

Una volta rilassate le membra anche la pancia vuole la sua parte.
I due ceppi da Michele, si affaccia sull’elegante piazza storica di Saturnia e offre piatti tipici della tradizione ma anche rivisitazioni moderne. Lo spirito è quello di valorizzare i prodotti eccellenza del territorio. Occhi puntati su i tagli di carne. La regina è la chianina, ma anche le altre carni, funghi e tartufi. L’ambiente è ampio ma accogliente grazie al fuoco dei caminetti che arde tutto l’anno per cuocere la carne. Il punto di forza di questo ristorante, a gestione familiare, è sicuramente la ricerca della qualità attraverso menù stagionali con piatti spesso divenuti rari.
La carta dei vini completa l’offerta valorizzando le eccellenze del territorio. Per non parlare della cantina all’interno del locale, dove consigliamo di fare un piccolo giretto post cena.

Questo itinerario panoramico e coinvolgente soddisfa gli occhi e il palato e come diceva Puccini:
‘’l’ispirazione è un risveglio, una fuga da tutte le facoltà umane”.

 

photocredit: iduecippi.com

- Abruzzo: trekking, natura, storia e cibo - Gran Sasso, Alba Fucens, Mammaròssa e la Marsica

Saremo pure ripetitive (in questo caso Francesca) ma quanto è bello stare nella natura? Allora con l’occasione di riscoprire i nostri meravigliosi borghetti e le nostre fantastiche terre, per chi avesse voglia di rispolverare quella borraccia comprata un po’ di estati fa e mai usata, vi consigliamo dei piccoli tour e delle sane passeggiate (o trekking per gli amanti dell’età contemporanea) in Abruzzo, per ricaricarsi con i colori che solo l’autunno riesce a regalarci.

COSA FARE:

Per quanto riguarda il trekking, ovviamente ce ne sono a bizzeffe di sentieri ed escursioni da poter fare, qui ve ne ho selezionata una (la più classica ma anche la più panoramica) da fare anche in compagnia di gruppi organizzati e professionisti delle montagne:
Ascesa al Corno Grande, tetto dell’appennino: Un’esperienza indimenticabile sul “Tetto d’Abruzzo” nonché la vetta più alta dell’appennino 2912 m. La via normale parte dall’albergo di Campo Imperatore per terminare sulla vetta occidentale del Gran Sasso e affacciarsi sul versante teramano e quindi sul Mar Adriatico. Quasi 3000 metri ad un passo dal mare. Salire sul Corno Grande (2912m) è un’escursione che prima o poi va fatta! Arrivare sul “tetto d’Abruzzo” ripaga dello sforzo affrontato per raggiungere questa splendida vetta! Se siete alle prime armi ma comunque volenterosi di scoprire il trekking, vi consiglio di seguire i consigli di Abruzzo wild, gruppo di esperti appassionatissimi e bravissimi che organizzano escursioni in tutto l’Abruzzo.
Inoltre, anche se l’Abruzzo non è noto purtroppo per i punti di ristoro come dai nostri amici altoatesini, vi consiglio questa escursione perchè poi c’è più di una tappa obbligatoria e golosa da fare scendendo dalla vetta.

ph credit Abruzzo Wild

DOVE DORMIRE:

Sto parlando del Rifugio Duca degli Abruzzi da un parte e dell’Ostello lo zio dall’altra. Il primo classico rifugetto di montagna, in legno e pietra, con tavolini per condividere dei pasti caldi e qualche posto letto ai piani alti da dove poter godere di una vista mozzafiato, all’alba. Il secondo un vero e proprio ostello, con possibilità di ristoro anche di passaggio o birretta premio dopo esser scesi dalle vette.

Quindi si dove dormire ma diremmo anche dove mangiare.

COSA FARE:

– la Marsica: Alba fucens e Mammaròssa.
Ci spostiamo nella marsica, più precisamente in quel di Avezzano e zone limitrofe, zona poco bazzicata da una teramana di origine come Francesca, ma spesso molto nota ai romani. Qui vi consigliamo di fare un salto assolutamente (anche in giornata) in due posti che hanno dell’incredibile:
Il primo posto dove andare per fare un tuffo nella storia è l’antico accampamento romano di Alba Fucens, ai piedi del Monte Velino, in provincia dell’Aquila, è un gioiello archeologico ancora tutto da esplorare. Considerata un luogo sacro e misterioso principalmente per il suo stesso nome che richiama il sorgere del sole, si trova in cima ad una collina da cui ogni giorno si poteva ammirare un’alba piena e completa. Si possono ammirare le rovine dell’antico mercato, le terme ricche di mosaici con raffigurazioni marine, i bagni, maschili e femminili, il sacello di Ercole, l’anfiteatro che, grazie alla sua ottima acustica, è oggi utilizzato per concerti e spettacoli teatrali.

ph credit www.discoverabruzzo.it

 

DOVE MANGIARE:

E dopo tutto questo girovagare fra storia e natura, di sicuro salirà la fame. E anche li abbiamo la soluzione: un posticino mangereccio da leccarsi i baffi.
Stiamo parlando di Mammaròssa, il locale di Franco e Daniela Franciosi ad Avezzano che va oltre il concetto di ristorante, perchè è insieme osteria, vineria, scuola di cucina, biblioteca con oltre 2mila volumi di cucina e orto. Un posticino incantato dove la creatività si mischia con l’eleganza e la genuinità, che non ti aspetti di trovare in un territorio così brullo come quello della marsica. Ovviamente i piatti forti racchiudono i sapori e i prodotti del territorio abruzzese, che da quest’estate si posson assaggiare anche i versione light nel loro bistrot Sfuso.

ph credit pagina facebook Mammaròssa

Mammaròssa
Osteria contemporanea
Via Garibaldi 388
Avezzano (AQ)
Tel. 0863.33250 – 347.1167474
Aperto sempre
Chiuso la domenica

- Lazio - meravigliarsi fra il Giardino di Ninfa e Sermoneta

Se avete voglia di una gita fuori porta – e fuori dal comune! – che non sia troppo impegnativa vi suggeriamo un posticino incantato a due passi da Roma, più precisamente in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta.

Qui si aprirà ai vostri occhi un mondo fatato, il Giardino di Ninfa.

Il giardino che sorge su un fiume, attraversato da pittoreschi ponticelli in pietra e legno, ricco di piante e fiori, provenienti da tutto il mondo, vi lascerà completamente affascinati e vi sorprenderete di non veder comparire il folletto shakespeariano Puck che, sbuca da un albero per farvi i dispetti.

Con un quarto d’ora di macchina in più, vi suggeriamo di fare un salto anche a Sermoneta, affascinante borgo medioevale, perfettamente conservato, che ospita un castello ancora visitabile, Castello Caetani.

Un tuffo nella storia, nell’arte e nella bellezza, perdendosi tra le mura del ‘300 e nelle meravigliose stanze affrescate, probabilmente da un allievo del Pinturicchio.

DOVE MANGIARE:

Lasciatevi ispirare dalle mille trattorie e fraschette tipiche sul corso principale e vicino al castello, tra salumi tipici e profumo di tartufo.

Giardino di Ninfa
Via Ninfina, 68, 04012 Cisterna di Latina LT
Telefono: 06 9600 0062
Castello Caetani
Via della Fortezza, 04010 Sermoneta LT
Telefono: 0773 30008

- Emilia Romagna: appassionati di aceto in giro per acetaie

Amanti dell’aceto balsamico unitevi! È arrivato il vostro momento!

Si parla sempre di weekend di degustazioni di vino o tour delle cantine, ma ogni tanto è bello variare no? Quindi abbiamo pensato di suggerirvi un bel giro a Modena, in particolare un bel tour alla scoperta dell’oro nero.

LA VISITA IN ACETAIA

Il Borgo del Balsamico è un luogo magico tra pietra, botti antiche e giardini all’italiana nel cuore dell’Emilia. La visita all’acetaia ha un percorso studiato per far conoscere tutta la storia che c’è dietro la produzione del balsamico.

Il tour parte dal solaio, luogo per eccellenza per far riposare l’aceto.  Qui si trovano delle botti datate tra il ‘700 e l’800, tutte di diverso materiale dal ginepro  al castagno, al rovere che conferiscono all’aceto un sapore e un profumo particolare.

Finito la visita si passa alla parte degustazione che consiste nell’assaggiare 3 tipi diversi di aceto balsamico di Modena IGP invecchiato e l’Aceto balsamico tradizionale di Reggio DOP, etichetta aragosta, invecchiato minimo 12 anni. La degustazione è pensata in modo verticale, dal più giovane al più vecchio per far abituare il palato ai diversi sapori.

Ph. Credits: Il Borgo del Balsamico

DOVE DORMIRE

Una delle chicche de il Borgo del Balsamico è che si può dormire direttamente nel borgo. Le Dimore del Borgo sono divise in tre stanze e in un appartamento per far immergere i viaggiatori nella campagna emiliana e respirare la vera aria del borgo. Si potrà godere della splendida vista del giardino all’italiana o della bellissima piscina privata.

Ph. Credits: Il Borgo del Balsamico

 

Il Borgo del Balsamico

Via Chiesa, 27
42020 Botteghe di Albinea
Reggio Emilia – Italy
Tel. +39 0522 598175
info@ilborgodelbalsamico.it

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