quanto ce piace la romanità

Nonostante bazzichiamo la zona da svariati anni, fra università e case di amici, siamo venute a scoprire questo posticino solo poco tempo fa. Non appena scoperto, non ci siamo fatte sfuggire l’occasione e ci siamo subito fiondate a provarlo. Stiamo parlando dell’Osteria fratelli Mori, vera chicca per i palati che adorano la cucina romana.

Qui ve lo raccontiamo.

Locale

Appena varcata la porticina rossa, si ha immediatamente la sensazione di entrare  in un ambiente raccolto, familiare e accogliente. Già alla vista del pianoforte posizionato mi si sono illuminati gli occhi. Il pensiero è andato subito alle antiche osterie romane, dove si intrattenevano i commensali con i tradizionali stornelli romani.

L’Osteria è divisa in diversi ambienti, uno diverso dall’altro come spazi e arredi, ma tutti accomunati dagli stessi colori caldi e un odorino niente male che viene dalla cucina.

Si cambia: dalle pareti in mattoncini stile antica bottega, alle travi in legno coperte da lunghi tendoni color borgogna misto terra cotta, che fanno ricordare un bazar dai sapori orientali, dal bancone della pizza anticipato da una vespa d’epoca, al grande salone con sedie e tavoli uno diverso dall’altro.

 

Tra le tante cose che mi hanno colpito di più, sicuramente annovero al primo posto le gigantografie in bianco e nero di alcuni particolari del quartiere Ostiense (che peraltro ho nel cuore sin dai tempi universitari). Come il ponte di ferro e i murales dietro al Gazometro. Altra chicca che ha destato la mia attenzione è la vecchia bicicletta da uomo, nera, appesa alla parete di una delle sale. Dico la verità, è stato un tuffo nel passato, perchè mi ha ricordato mio nonno quando, d’estate, se ne andava spensierato in giro per il lungomare di Roseto (ridente località marittima sulla costa adriatica abruzzese).

Altra particolarità  è un angolino incantevole che son stati capaci di creare all’interno dell’Osteria: un grande tavolone sociale in legno (peraltro creato dall’unione dei coperchi delle casse di vino, bellissima idea), accanto ad una parete piena zeppa di cornici di ogni forma e misura, tutti rigorosamente  oro, ma vuote. Adoro.

Entrare in un posto del genere e respirare tutte queste belle sensazioni senza ancora sedersi a tavola, mette immediatamente il sorriso, ed è stupendo vedere persone innamorate del proprio lavoro che riversano la loro energia sia nel cibo ma anche negli elementi d’arredo che lo circondano. Complimenti!

Cucina

Che dire del menù? Tutto sapientemente studiato per rispettare le tradizioni romane, con il punto in più di alcune aggiunte particolari (si vedano le fettuccine fatte in casa con carciofi, guanciale e pioggia di pecorino) e l’abbondanza nei piatti (cosa che adoriamo perchè siamo da sempre delle buone forchette).

Per quanto riguarda i loro secondi, ci vanno giù seriamente con i piatti romani come le polpette di bollito e la trippa condita come vuole la vera ricetta. Ma, avendo  avuto l’onore di provare il loro maialino cotto a bassa temperatura e bagnato nel vino rosso e scalogno, devo dire che lui vince a mani basse.

Anche sui contorni i fratelli Mori non si fanno parlar dietro ed è davvero una goduria accompagnare un primo o un secondo con la loro cicoria ripassata o i carciofi (alla romana o alla giudia, c’è l’imbarazzo della scelta).

C’è da dire inoltre che tutto lo staff dell‘Osteria ripone un’attenzione particolare anche alla loro pizza: in un mondo dove tutti di improvvisano pizzaioli, dove proliferano pizzerie al taglio in ogni angolo, ormai devi essere quasi un eroe (come direbbe il mitico maestro Bonci) per trovare l’impasto giusto che faccia la differenza.

Ecco loro hanno trovato il giusto equilibrio fra farine, impasti ma sopratutto grandi ingredienti di qualità. A tal proposito segnaliamo assolutamente la loro bianca fior di latte, fiori di zucca, pomodorini gialli e alici di Cetara. Superlativa solo alla vista.

Street style

Per celebrare l’originalità degli arredi interni, perfetto connubio fra il moderno e il vintage (così come, d’altronde, lo sono i loro piatti) ho pensato al disegno delicato rigorosamente britannico che ritorna un po’ indietro nel tempo, rimanendo sempre attuale di oliveclothing In particolare si abbina perfettamente a tutto il contesto dell’Osteria, una gonna salopette in tessuto grezzo color vinaccia, meravigliosa per saltare in sella alla vespa d’epoca citata prima.

Rimanendo nella semplicità da indossare con eleganza (come traspare dal design dell’Osteria) sotto la salopette, io metterei una semplicissima t-shirt mille righe (quella scelta basic è di H&M) e le classiche, intramontabili Dr. Martens nere.

Della serie semplice è bello.

Utili da sapere

Ci sono svariate chicche su questo posticino, come ad esempio:

  • che il nome è stato cambiato dai due fratelli Francesco ed Alessandro, per continuare a portare avanti le antiche tradizioni create dal papà con Novecento;
  • che dietro ad ogni dolce, sopratutto le crostate, ci sono le sapienti mani della Sig.ra Giuliana, mamma dei due fratelli;
  • sulle grandi pareti della sala più grande, sono state incise le parole messe in rima, taglienti e ricche di romanità dei Poeti del Trullo. Poesie dedicate ovviamente alla cucina romane.

 

Francesca

iPosticini resume

Score
Cucina
Attività
Street style
Prezzo

Osteria Fratelli Mori 

Via dei Conciatori 10 – Roma

Te.l 331 323 4399

Where is

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