La più bella frase d'amore mai esistita: stasera pizza?
Mai frase più vera.

Certamente il format di Eataly lo conosciamo bene un pò tutti, ma siamo sicure che non tutti si siano fermati ad assaggiare la pizza del nuovo pizzaiolo creata con prodotti provenienti dalla filiera slow food.

La particolarità è che è così leggera che ne puoi mangiare tranquillamente 10 senza sentirsi appesantiti. Cosa che noi ovviamente abbiamo fatto, con la voracità che ci contraddistingue.

Qui vi raccontiamo meglio le caratteristiche di questa pizza magica che sembra quasi non ingrassi.

Eataly pasta e pizza

l Ristorante “pasta e pizza” di Eataly, situato sul piano dei carboidrati, ha un ambiente totalmente rinnovato da poco, con un design semplice e allo stesso tempo elegante ed accogliente: ciò che più risalta all’occhio è il legno chiaro e tante tante lampade che donano un effetto luminoso a tutte le sale.

Noi abbiamo avuto l’onore di cenare in veranda, dove ci sono quelle vetrate grandi grandi tipiche dell’architettura dell’edificio che, arrivandoci all’ora giusta, ti mettono di buonumore con tutta quella luce che filtra sugli interni.

Da ricordare assolutamente come ogni mese, il Ristorante propone un ciclo di serate a tema, incontri con i grandi maestri dell’impasto, pizzaioli ed eventi dedicati alle eccellenze italiane.

Photo credit Eataly

I prodotti alla base

Tutti conosciamo la maestosità di Eataly, ma non tutti hanno provato la nuova pizzeria con le nuove ricette. Infatti Francesco Pompilio, pizzaiolo Corporate di Eataly, con il supporto dell’executive chef Enrico Panero, del produttore delle farine Fulvio Marino e dell’esperto pizza di Slow Food Italia Antonio Puzzi, hanno dato vita a quella che è la nuova pizza Eataly.

Photo credit Eataly

Né romana, né napoletana ma “Eataly”, ossia una pizza basata su prodotti base fondamentali che la rendono unica, come: la filiera,  manifesto della profonda conoscenza dei territori e dei processi produttivi affrontati da tutti gli ingredienti. La lavorazione.  La leggerezza, dovuta grazie all’accurata selezione delle farine, dall’utilizzo della biga, da una lavorazione complessiva di almeno 50 ore, dalla cottura delicata e dalla semplicità delle guarnizioni. Infine la economicità: per rispecchiare l’anima della pizza, piatto conviviale e popolare per eccellenza, il prodotto deve rimanere accessibile a tutti, nonostante gli ingredienti siano di altissima qualità.

Tra gli ingredienti basilari della pizza, seppur semplicissima, ma comunque che la rendono la regina delle pizze quale la margherita, noi abbiamo avuto l’onore di assaggiare ingredienti provenienti da piccoli produttori che prediligono l’alta qualità, del calibro di:

– Le farine biologiche “Mulino Marino“, italiane e macinate a pietra,  Tipo 0. Il mulino è nella zona di Cossano Belbo (CN), che da tre generazioni macina i chicchi nel rispetto del germe del grano e delle fibre, seguendo con cura tutta la filiera, dal campo al mulino;
– La polpa “Antonella” dal pomodoro 100% italiano, coltivato e lavorato in Sardegna;
– Olio extraVergine di oliva “Roi” 100% italiano realizzato con le cultivar Ogliarola, Biancolilla e Taggiasca;
– Il fiordilatte fresco di giornata, prodotto nei caseifici di Eataly Milano, Eataly Torino e Eataly Roma, o selezionato dal banco freschi negli altri punti vendita;
– Sale integrale di Guérande, raccolto con tecniche manuali nella regione del Pays de La Loire, nella parte nord-occidentale della Francia;
– Il  basilico italiano dei mercati locali.

Photo credit Eataly

Come ci ha rilevato Francesco Pompilio, i segreti della Pizza Eataly sono:
“Le farine, il lievito partendo dalla biga, il pre impasto, a cui si aggiunge il lievito di birra naturale. La biga riposa per oltre 24 ore prima di essere aggiunta all’impasto base della pizza. Viene scelta una quantità minima di lievito, meno del 0,02%, per garantirne gusto e digeribilità; l’idratazione di alto livello (ebbene si l’acqua fa bene anche al cubo, oltre al corpo umano). Infatti il 70% di acqua sul peso della farina permette di avere una pasta ricca di alveoli, soffice e morbida all’interno. La Maturazione: l’impasto ha una lievitazione di almeno 50 ore, la cottura: solo nel forno a legna rotante “Marana”, ad una temperatura di circa 330°C per 3 minuti e mezzo, così la pizza è morbida e ben cotta all’interno, e croccante all’esterno”.

Insomma un lavorone dietro ad un’apparente semplice pizza che la rende così speciale (provare per credere).

Le pizze del territorio

La cosa stupenda che è alla base del concetto  dietro al colosso di Eataly è che da loro, innanzi tutto, si valorizza il territorio. Infatti, assieme a Slow Food vanno alla ricerca dei migliori produttori locali, per accompagnare le nostre pizze solo con ingredienti freschi e di stagione.

Noi abbiamo assaggiato ben 9 pizze diverse (più la regina delle pizze la Margherita), rappresentanti tutte le principali città italiane a cominciare, ovviamente, dalla pizza Roma.

Solitamente trovate ogni pizza nel corrispondente corner di quella città. In una sera praticamente abbiamo fatto il giro dell’intero stivale, comodamente sedute ad un tavolo, sorseggiando birra (rigorosamente del birrificio Eataly).

Photo credit Eataly

Per chi si trovasse in giro per l’italia dunque consigliamo di fermarsi nei meravigliosi punti Eataly e provarne almeno due di quelle sotto indicate (si troverà un accompagnatore amico/a o fidanzato/a disposto a sacrificarsi per mangiare no?):

ROMA – Bianca con pecorino caciofiore “Gennargentu”, mozzarella di latte di bufala del caseificio di Eataly Roma, Susianella di Viterbo “Coccia Sesto” Presidio Slow Food, olio evo Sabina DOP “La Mola”.
MILANO – Bianca con fiordilatte “Miracolo a Milano”, Pannerone di Lodi “Carena” Presidio Slow Food, pancetta steccata “Bertoletti”, olio evo del Garda DOP “Avanzi”.
TORINO E PINEROLO – Bianca con fiordilatte “Montoso”, Montebore “Vallenostra” Presidio Slow Food, patata piemontese, olio evo “Roi”.
GENOVA – Bianca con fiordilatte “Malù”, toma di pecora brigasca “Il Castagno” Presidio Slow Food, acciughe dei pescatori di Camogli, basilico genovese, olio evo di monocultivar taggiasca “Roi”.
TRIESTE – Focaccia con prosciutto San Daniele “Dok dall’Ava” e Montasio fresco “Ca Form”.
FIRENZE – Focaccia con Mortadella di Prato “Marini” Presidio Slow Food, pecorino toscano DOP “Il Fiorino” e cavolo nero toscano.
PIACENZA – Bianca con fiordilatte “Cascina Bosco Gerolo”, caciotta tenera “Valsamoggia”, Mariola “Salini” Presidio Slow Food, olio evo DOP Brisighella “Terra di Brisighella”.
FORLÌ – Bianca con raviggiolo dell’appennino tosco-romagnolo “Boschetto Vecchio”, salsiccia di mora romagnola “Zivieri”, patata emiliana, olio evo DOP Brisighella “Terra di Brisighella”.
BARI – Bianca con fiordilatte “Fratelli Tarantino”, burrata “Fratelli Tarantino”, capocollo di Martina Franca “Santoro”, asparago pugliese, olio evo “De Carlo”.

iPosticini resume

Score
Cucina
Attività
Street style
Prezzo

Orari:

Lunedì – giovedì: dalle 12.00 alle 15.30 e dalle 19.00 alle 23.00
Venerdì: dalle 12.00 alle 15.30 e dalle 19.00 alle 23.30
Sabato: dalle 12.00 alle 16.00 e dalle 19.00 alle 23.30
Domenica: dalle 12.00 alle 16.00 e dalle 19.00 alle 23.00

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