Pasqua a casa con lo chef

Se per quest’anno dobbiamo rimanere a casa murati anche per Pasqua, almeno rimaniamoci bene, concedendoci per questo 2020 veramente particolare, un pranzo di Pasqua come si deve.

Questa volta a consigliarci ingredienti e ricette facili, ma con stile, da riproporre  a casa  è Gabriele Muro, chef del ristorante Adelaide ristorate & salotto, che avevamo conosciuto esplorando il meraviglioso progetto dell’Hotel Vilon.

 

Siete pronti con carta e penna per la lista della spesa per il menù di Pasqua?

Lo chef ci suggerisce un primo e un secondo da leccarsi i baffi (in senso metaforico si intende, nella speranza che la quarantena non li abbia fatti venire davvero a noi donnine eh, mi raccomando sempre dignità alta).

Primo: plin, fave e pecorino

 

Lo chef ci vuole mettere alla prova sulle nostre abilità da piccole massaie, ma lui non lo sa che, almeno per quanto riguarda le posticine, queste sono ben salde nelle nostre vene (a dir la verità più Chiara). Quindi armiamoci di mattarello, grembiule e farina e cominciamo.

Ingredienti per  4 persone:

Per la pasta:
– 200 gr farina di semola
– 100 gr farina 00
– 150 gr tuorlo d’uovo
Per la farcitura:
– 300 gr ricotta di pecora
– 15 gr pecorino romano
– Pepe q.b.
– Zeste di limone
Per la salsa:
– 200 gr fave fresche
– 50 gr cipollotto
– 100 gr olio evo

– Menta q.b.

Sicuramente a leggere gli ingredienti ci torna alla mente la primavera, i pic-nic e il primo maggio perchè, per chi non lo sapesse, la tradizione romane vuole che le fave e il pecorino abbinati assieme a un un vino rosso simboleggiano per eccellenza le gite fuori porta con gli amici ad inizio della bella stagione.

Procedimento:
Disporre le farine a fontana con le uova al centro. Con l’aiuto di una forchetta sbattere le uova ed iniziare ad incorporare le farine. Lavorare con le mani l’impasto, fino a renderlo liscio. Lasciar riposare 30 minuti avvolto dalla pellicola.

Preparare la farcia lavorando la ricotta  il pecorino, pepe e buccia di limone. Stendere la pasta in una sfoglia sottile, riempire e chiudere i ravioli nella forma desiderata. Cuocere la pasta in acqua salata e bollente, saltarla con cipollotto stufato e fave spellate, completare con un pizzico di menta.

Impiattare (che bella parola, fa venire fame già a pronunciarla).

Secondo: coniglio, carciofi e speck

Non ce ne vogliano i vegetariani, ma almeno lo chef  per quest’anno ha risparmiato i poveri agnellini. Si perchè questo 2020 evidentemente deve essere esorcizzato con qualcosa di diverso dalla tradizione, a cominciare dal fatto che di sicuro la famosa Pasquetta quest’anno la faremo tutti in balcone.

Bando alle ciancie e pensiamo al nostro secondo.

Ingredienti per 4 persone:

– 600 gr sella di coniglio dissosato
– 200 gr polpa di coniglio
– 200 gr carciofi puliti
– 200 gr tuorlo d’uovo
– 200 gr di speck
– 100 gr zucchine
– 100 gr carote
– 100 gr sedano
– 30 gr concentrato di pomodoro
– 100 gr vino bianco
– Pepe q.b.
– Erbe miste q.b.
– 100 gr burro
– 0lio evo q.b.

Procedimento:
Preparare il fondo di coniglio tostando le ossa, aggiungere sedano carota e scalogno, sfumare con il vino e aggiungere acqua e concentrato. Cuocere per un’ora e filtrare.
Sbiancare le verdure tagliate in fettine sottili e saltarle aglio e olio.
Preparare la farcia saltando la polpa di coniglio con olio evo scalogno e gambi di carciofi tagliati a dadini. Disporre su di un foglio di carta da forno umido prima lo speck, poi la sella aperta e ben condita, e farcire.

Avvolgere il tutto con la carta da forno. Infornare a 160°C per circa 20 minuti. Una volta cotto passare il coniglio in padella rendendo lo speck croccante e nappare (che in gergo significa coprire una preparazione con il suo fondo di cottura) con del burro alle erbe.

Impiattare il roll di coniglio al centro del piatto, le verdure e salsare con il fondo.

 

Per il dolce Gabriele non si è espresso e lascia la libertà ad ognuno di esprimersi. Anche perchè per lui era tremendamente scontato: non è Pasqua senza pastiera!

Utili da sapere

  • Lo chef Gabriele ha origini partenopee e per l’esattezza lui è un vero e proprio isolano in quanto proviene dall’isola di Procida. Questa sua caratteristica la si ritrova in quasi tutte le sue creazioni ricche di profumi e colori che portano la mente proprio sull’isola (ah che meraviglia);
  • Ph credit HotelVilon.com

    Non appena finirà questo periodo assurdo di clausura forzata, correte tutti nel meraviglioso patio del ristorante Adelaide: una voglia di estate in Marocco vi assaliràVe ne abbiamo parlato qui.

 

Francesca

iPosticini resume

Write A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.