Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere...diceva un tempo Baudelaire.

Noi, essendo sia delle buone forchette ma anche buone bevitrici di quello che sin dai tempi antichi viene chiamato “il nettare degli dei”, qui vi vogliamo svelare (in parte) il nostro segreto della settimana. I prodotti di una piccola azienda vinicola, situata fra le colline umbre alle pendici di Orvieto. Stiamo parlando della cantina Poggio Cavallo, gestita dallo stravagante ed ambizioso produttore Pierfederico Tedeschini.

In particolare qui vogliamo raccontarvi della splendida serata che abbiamo organizzato e vissuto un paio di sere fa, presso il ristorante la Gabbia del Gusto dello chef Rossano Boscolo. Il tutto in onore di un vitigno speciale che in pochi coltivano in Italia. Stiamo parlando del Malbec umbro in purezza.

Qui ve ne parliamo.

La cantina in pillole

La cantina Poggio Cavallo sorge in provincia di Orvieto, in località Le Velette, a Canale di Orvieto. È un luogo che onora il territorio orvietano, esaltandone la chiara vocazione enoica. Vi parleremo più avanti del dettaglio della cantina, ma vogliamo solo accennarvi quanto già per la struttura architettonica sia di nostro stretto interesse. Infatti, come ci ha spiegato il produttore, la sua vocazione è il rispetto dell’ambiente, e per questo è stata pensata “ad impatto ambientale zero”. Solo per questo ha acquistato 10 punti.


Il nuovo ristorante dello chef Rossano Boscolo ( per chi si fosse perso la nostra descrizione del posticino, lo trovate qui) è stato la cornice di una degustazione i vini di punta della cantina orvietana. Oltre al buon cibo e al buon vino, protagoniste indiscusse della serata sono state le bottiglie con le loro meravigliose etichette, una diversa dall’altra, con disegni ispirati ai monili funerari di epoca etrusca ritrovati all’interno della necropoli sulla quale la cantina sorge.

Il fritto e lo Chardonnay

Dopo un appassionato discorso dei membri della famiglia Tedeschini, che hanno raccontato la genesi della loro cantina, si sono aperte le danze con il primo dei vini selezionati per la serata: un Viogner Chardonnay – decisamente gradevole al palato, dai sentori tipici di frutta a polpa bianca, che colpisce per i richiami di ananas e mango – accompagnato da un antipasto a base di Gamberone con Ananas e Guanciale Fritto in Pasta Kataifi con Mayonese al Passion Fruit.

Il risotto e lo Syrah Malbec

La degustazione è proseguita con un Risotto Cacio e Pepe su Salsa all’Amatriciana abbinato al primo vino della serata, contenente le prime uve di Malbec, un Sirah Malbec (in percentuale, 60% Sirah e 40% Malbec), che si sposa perfettamente con il sapore deciso del risotto e la stagionatura del pecorino.

L'imprevisto

Quando si dice il “bello della diretta”, durante la serata c’è stato un piccolo fuori programma. A grande richiesta dei commensali è stato servito un altro vino di punta della Cantina, un Cabernet Franc , intenso e profumato. Gradevole non  solo al palato, ma anche alla vista con uno dei disegni migliori da etichetta di tutta la cantina: un punto nero in mezzo allo spazio. Oltre ad essere un simbolo etrusco, a nostro avviso potrebbe lasciare libero svago all’immaginazione di chiunque vi si trovi davanti.

Il principe della serata

Il secondo – una Guancia di vitellone brasata su Mantecato di Patate Affumicato e Indivia Belga arrostita – è stato il piatto prescelto per accompagnare il principe della serata: il tanto atteso Malbec umbro igt in purezza. Un vino barricato di un color rosso granata denso e scurissimo e dal profumo intenso, con sentori tipici di frutta matura a polpa rossa e note vanigliate tendenti alla liquirizia donate dalle barrique di rovere francese. Una produzione limitata, tanto che ci sono solo 300 bottiglie numerate e che alimenta la fama di questo vino, confermata anche dal suo gusto intenso e dal design della bottiglia.

Dulcis in fundo

La cena si è conclusa con gli splendidi e buonissimi dolci de I Ragazzi dell’Etoile (da provare e riordinare all’infinito la sacher, SPETTACOLARE), tra cui il famoso Dolce Vita Etoile. Per quanto riguarda quest’ultimo noi abbiamo avuto l’onore di assistere alla sua creazione, in tutte le sue fasi di glassatura. E’ inutile dirvi i litri di acquolina in bocca che avevamo.

Ci teniamo a sottolineare che questo è stato solo un assaggio di quello che è il mondo della cantina Poggio cavallo. A breve, vi porteremo a fare un giro fra le vigne e le botti che farà venir voglia anche a voi di fare un salto ad Orvieto.

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