Una cantina di cultura e tradizione

Sapete che giorno è oggi? no?

Oggi è la Vendemmia di Roma, e nel momento dell’anno che profuma di Novelli, d’uva spremuta e tralci maturi, quale occasione migliore per parlarvi di un’eccellenza enologica italiana?

La cantina in questione è la Placido Volpone, un’azienda pugliese che ha l’ambizioso progetto di far coesistere al suo interno due anime perfettamente speculari: tradizione e innovazione.

C'ERA UNA VOLTA...

 

…un giovane Michele Placido, trascorreva le estati nella sua terra natia, esattamente nelle campagne di Ascoli Satriano, dove un giovane Mimmo Volpone trapiantava i ceppi d’uva antichi del nonno Domenico. Entrambe le famiglie trascorrevano così l’estate assieme nella Masseria Volpone.

I due ragazzi strinsero un’amicizia così profonda tanto da promettersi di renderla eterna, unendo il loro sapere, l’amore per la terra ed i suoi frutti, in un progetto comune,che avrebbe unito entrambe le famiglie.

Dopo quarant’anni ecco il frutto di questo patto: la Placido Volpone.

...LA PLACIDO VOLPONE

 

La storia di questa promessa coinvolge entrambe le famiglie e due generazioni che si confrontano e si completano; non solo i padri Michele Placido e Domenico Volpone, ma anche i figli Violante, Michelangelo, Brenno e Gabriele Placido, Antonia, Rocco, Michele Camilla  e Gerardo Volpone, sono stati catapultati in questo progetto  sospeso tra tradizione e innovazione.

Una stretta di mano tra due famiglie, una stretta di mano tra uomini e il loro territorio d’origine, tra la terra e i suoi mirabili frutti. Una promessa d’amicizia e di valorizzazione del territorio che ha preso corpo oggi.

È la stessa stretta di mano suggerita dal logo che suggella graficamente – come una firma – l’unione di queste due famiglie – Placido e Volpone – che lavorano insieme per la riscoperta e la valorizzazione delle risorse del territorio della Puglia, tra il Tavoliere e il Gargano, attraverso la vinificazione di un vitigno tradizionale da poco riscoperto quello del Nero di Troia, senza dimenticare l’Aglianico e Falanghina.

I frutti della nostra terra sono coltivati nel territorio dell’antica Herdonia, prima collina sul Tavoliere delle Puglie, la zona contemporaneamente più assolata, più siccitosa, più ventosa dell’Italia continentale.

Il vino figlio di generazioni di agricoltori e artisti, è prodotto della vinificazione con tecniche antiche ed attrezzature all’avanguardia.

Tradizione e continua innovazione, questo è il percorso che segue il “Placido Volpone”.

E’ la prima cantina al mondo a certificare la filiera del suo vino  su Blockchain (un registro distribuito e immodificabile, nato con le crittovalute, che permette di tracciare la produzione di qualsiasi tipo di prodotto, col fine di garantire la provenienza e la qualità dei  prodotti finiti); un progetto in collaborazione con Ernst&Young ed EzLab, che certifica il primo vino al mondo a “km 0 virtuale”. Questa è una prova ulteriore della trasparenza che l’azienda vuole mantenere verso i propri clienti, certa della qualità delle proprie uve e dell’eccellenza del processo di vinificazione.

I VINI

I  vini che maggiormente ci incuriosiscono sono quelli che vedono l’impiego di un vitigno autoctono da poco riscoperto, quello del Nero di Troia. Da qui prendono vita due eccellenze enologiche, pluripremiate: il Rosone, un  rosso Nero di Troia in purezza, di colore rosso intenso, con aromi di frutti rossi, armonico e persistente anche in bocca, e il Faragola, un rosato Nero di Troia in purezza, di colore brillante e limpido, fruttato all’olfatto, armonico ed elegante con i suoi sentori di frutti rossi. Delicato e fresco è ideale per pasteggiare, è molto versatile negli abbinamenti.

A seguire troviamo due bianchi da uve Falanghina, I CInque Figli e il Falanghina, un rosso da uve Sangiovese e Nero di Troia, Il Rosso e il Nero, ed un altro rosato da uve Sangiovese ed Aglianico, il Rosato.

CI PIACCIONO PERCHè

A noi posticine piacciono un sacco per la passione, l’allegria, la genuinità con cui si dedicano – con amore genitoriale – alla creazione del loro vino, unendolo al filone della tradizione e della cultura, proponendo, così,  un prodotto completo.

Non solo vino, ma un concentrato di bei valori che è sempre piacevole scoprire e apprezzare.

E questa caratteristica non è sfuggita solo a noi, ma, a giudicare dalla mole di premi che la cantina ha collezionato nell’ultimo anno, se ne sono accorti in parecchi.

Hanno da poco ritirato il premio “Eccellenze Made in Italy Award” presso la Camera dei Deputati di Roma. Il riconoscimento è rivolto a quelle aziende che si sono distinte nell’incentivazione, valorizzazione e promozione del Made in Italy locale, artigianale e a filiera corta.

Tra gli altri premi ricordiamo la medaglia d’oro assegnata al Faragola dalla guida Gilbert & Gaillard 2018, l’argento per il Rosato ai Mondial du Rosè 2018 di Cannes, il premio “Vinum” 2018 per il Rosato, una menzione speciale “Puglia Food Awards” 2018, il primo posto per il Faragola secondo la giuria Buyers a Radici del Sud, un riconoscimento per il Rosone da Vinoway Wine selection 2018, la votazioni da 90 a 93 assegnata da Maroni, ed il punteggio 93 e 90 assegnati a Rosone e I cinque figli dalla guida Gilbert & Gaillard 2018.

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